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sul filo di Dante Alighieri

Donato Di Zio, Gillo Dorfles

18,00 €

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catalogo della mostra: Donato di Zio, Firenze, Museo “Casa di Dante”, 26 febbraio-30 settembre 2016

a cura di Gillo Dorfles

brossura cucita con bandelle
23 × 27 cm, 64 pp. 
immagini a colori e in bianco e nero

isbn 978-88-7461-299-4 italiano

A soli quattro anni di distanza dall’ultima esposizione personale, Donato Di Zio si presenta al pubblico fiorentino con una mostra quasi “letteraria”. Sulla scia, infatti, delle celebrazioni dei 750 anni dalla nascita del Poeta, Di Zio – che sempre più si sta imponendo con la sua produzione nel mondo dell’arte – mette in scena con tratto sapiente il viaggio dantesco nel regno dell’oltretomba. Sono dunque tradotti in figura alcuni passi della Commedia che si fanno così immagini vibranti e loquaci. Oltre alle opere inedite, sono riprodotte in catalogo anche prove giovanili dell’artista, idealmente legate alla più recente produzione, che mostrano come il suo segno sia cambiato nel tempo: da macroscopico a microscopico, ma comunque ben riconoscibile e netto nel tempo.
Il catalogo, dunque, con i suoi disegni, le acqueforti e le incisioni offre al lettore un percorso visivo suggestivo, ancora più evocativo grazie ai testi critici che lo accompagnano.

Donato Di Zio
Nasce nel 1970 a Moscufo (Pescara) dove trae molteplici matrici della sua formazione già dai primi studi al liceo artistico del capoluogo. Il primario interesse per l’arte, come pure la salda dedizione allo studio e a quel metodo di apprendimento elaborato “nell’andare fino in fondo all’essenza delle cose”, si manifesta già nelle prime opere, nelle quali si evidenzia il distacco da un linguaggio prettamente accademico. Attratto, tra gli altri, dalle suggestioni fantastiche di Joan Miró, dai concetti spaziali di Lucio Fontana, dalle animate sculture metalliche di Alexander Calder, e soprattutto dal fascino di Bruno Munari, suo maestro, ben presto inizia a esporre la sua produzione, frutto di una ricerca interiorizzata. L’arte di Di Zio, e questa ne è la particolarità, riesce a suscitare – pur nel ristretto ambito di una piccola superficie – una suggestiva percezione ottica, di movimento e circolarità. La sua produzione ha ricevuto, e continua a ricevere, incoraggiamenti e apprezzamenti, tra i quali quello del premio Nobel, Rita Levi Montalcini, e del critico d’arte Gillo Dorfles che ne ha curato i cataloghi delle ultime esposizioni.