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Il Museo degli Innocenti

Stefano Filipponi, Eleonora Mazzocchi, Ludovica Sebregondi

15,00 €

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a cura di Stefano Filipponi, Eleonora Mazzocchi e Ludovica Sebregondi

brossura cucito
16,5 × 23 cm, pp. 200
166 illustrazioni a colori 

isbn 978-88-7461-307-6 italiano
isbn 978-88-7461-308-3 inglese

L’Istituto degli Innocenti rievoca immediatamente il Rinascimento. Con grande lungimiranza l’Arte della Seta fornì, agli inizi del Quattrocento, il sostegno finanziario alla realizzazione dell’Ospedale degli Innocenti, destinato ad accogliere, accudire e tutelare l’infanzia abbandonata e in difficoltà. Il Museo racconta, attraverso la relazione profonda tra opere d’arte, architettura, e memoria documentaria, l’unicità di questo luogo, che dal 1455 non ha mai smesso di accogliere bambini, bambine e madri, via via adeguando e spesso precorrendo le innovazioni nella cura dei più piccoli, confermando nei secoli il suo status di istituzione laica e pubblica.

Il museo propone tre percorsi tematici di visita (storia, architettura, arte) che, affiancando punti di vista diversi, cercano di costruire una narrazione unitaria capace di far scoprire al visitatore la complessità del patrimonio degli Innocenti. La storia dell’istituzione dalla fondazione a oggi è raccontata nel seminterrato, unendo la ricostruzione delle vicende generali dell’assistenza al racconto della vita quotidiana nell’Ospedale, presentata anche attraverso una scelta di circa cento biografi e di bambini e bambine accolti agli Innocenti nell’arco di sei secoli. Il percorso dedicato all’architettura ricostruisce i cambiamenti che hanno trasformato il «pulcherrimum haedificium» brunelleschiano nell’attuale complesso monumentale. Le diverse fasi costruttive sono messe in relazione con i cambiamenti nelle modalità dell’assistenza, e sono presentate anche le opere che hanno abbellito l’edificio nel corso dei secoli. Nella Galleria sopra il portico di facciata, che dal 1971 ospita il museo, si trovano le opere d’arte più rilevanti, di cui vengono sottolineati sia il valore artistico che il legame profondo con la storia dell’istituzione. L’ultima parte del percorso, nell’antico Coretto delle balie, è dedicata ai manufatti realizzati per la devozione privata della “famiglia” dell’Ospedale e per la sua chiesa.